Oggi a Fano erano 25°. Avevo già programmato la giornata in casa, ma, aprendo la finestra, non ho saputo resistere al richiamo della bella giornata che si prospettava fuori e così ho deciso di farmi una corsa in riva al mare. Era il primo pomeriggio e in giro c'era ancora poca gente, a passeggio o distesa sulla spiaggia crogiolandosi al sole.
Né musica, né cellulare, né orologio. Solo il silenzio di una calda giornata primaverile e il lieve sottofondo del mare, un mare ancora piatto e limpido, che regala il suo profumo ai passanti. L'odore dei pescherecci ormeggiati al porto, l'odore delle conchiglie abbandonate dalla risacca... qualcuno lo chiama puzza, per me è l'odore della vita. La vita che si cela nel blu e che ci è preclusa e la mia stessa vita, trascorsa fin da piccolo a due passi dal mare. I giochi sulla spiaggia, i castelli, le piscine, le guerre con le palle di sabbia, il bagno di sole, il bagno nell'acqua dalla mattina alla sera, lanciarsi sulle onde con surf e gommoni, rilassarsi sul materassino, tuffarsi dagli scogli, pescare cannelli, vongole, cozze con maschera e pinne, lasciarsi cullare dalle onde mentre il sole scivola dietro le colline tingendo la costa di rosso.
Non potrei vivere lontano dal mare.

Si è festeggiato un compleanno, anzi due, alla Giara, un locale con sala da ballo che il sabato sera esegue prevalentemente liscio e balli di gruppo, per cui si può ben immaginare il target di clienti.
Premesso questo, passiamo per un attimo ad altro: non so se si era capito, ma sono innamorato perso di una ragazza alla quale non interesso minimamente. Ora, da circa un anno a questo a parte mi sono sempre detto “Se c'è una persona che potrebbe farmi dimenticare la Raffi, quella è sicuramente la morosa del Menca.” Ora, in un locale in cui l'età media delle persone si aggira attorno ai cinquanta anni, chi vuoi che sia l'unica coetanea non facente parte della compagnia? Lei, ovviamente senza il moroso!
Una serata seduto al tavolo a ridere e scherzare con gli amici... senza mai staccarle gli occhi di dosso.
---
Una chiacchierata, più o meno è andata così...
Ragno: “... è che si sente fuori luogo. Sai, non si è sfogato”.
Io: “Bè, neanch'io veramente...”
Monica: “No, dai, tu hai dato...”
Io: “Sì, ma più di un anno fa, ormai.”
Monica: “Ma è stata una tua scelta. È stata una tua scelta iniziare, è stata una tua scelta finire ed è una tua scelta anche adesso.”
Io: “??”
Monica: “Ma, dai! Ci sono quelle due davanti a te che non fanno che sbavare!”
Io: “Chi? Mocio e la Fedi? Guarda che ti sbagli!”
Monica: “Macché! E' che magari non ti sei mai fatto avanti, ma se volessi...”
Io: “A parte che su di loro non ho alcuna intenzione, ci conosciamo da un bel pezzo e ti assicuro che non sono affatto interessate.”
Monica: “Sei te che ti sbagli. Non hanno fatto altro che fissarti tutta la sera.”
Io: guardo Ragno per avere anche la sua opinione.
Ragno: “Sì, è così.”
Io: “Ok, ammettiamo che sia così. Voi le vedete, ma se loro guardano me, mentre io sono girato a parlare con voi, io come faccio a saperlo?”
Ragno: “In effetti, non hai tutti i torti.”

Quando un informatico parla, la sua parola è un comandamento assoluto!
All'interlocutore non è richiesto alcuno sforzo interpretativo, deve solo eseguire alla lettera gli ordini che gli vengono dettati.
Se un informatico, che sta cercando di risolverti un problema al telefono, ti dice di scrivere sul tuo personal computer “\\gorinil\hplaserj”, tu “\\gorinil\hplaserj” devi scrivere; non è che si può perdere mezz'ora perché a te non piaceva di vedere quella “l” attaccata al tuo cognome! Quello spazio per te insignificante, per un informatico è un byte come qualsiasi altra lettera, 8 bit che possono fare - e il più delle volte fanno! - la differenza.
Già che sistemare i pc non è che mi diverta. Ho studiato da programmatore e mi ritengo tale. Datemi un software da sviluppare e non mi staccherò più dal pc. Ma alla fine fa tutto parte del mio lavoro e per quanto a volte può essere frustrante, devo ammettere che non è poi così impegnativo.
Quello che proprio non sopporto è tornare a casa la sera e ricominciare la trafila appena lasciata sulle macchine di famiglia. Non si sa perché i pc degli altri sono sempre pieni di problemi che sembrano venire fuori dal nulla. E poi c'è quella che non sa usare emule né masterizzare. E poi c'è quella che Word cambia la formattazione da solo. E poi c'è quello che il taglia-copia-incolla proprio non gli ci entra. E poi c'è quello che vuole formattare perché gli sembra giusto farlo. E poi ci sono io che non ne posso più!!
Devo andarmene da questa gabbia di matti.
Magari – anzi forse sicuramente – sono io che da un po' di tempo sono diventato intollerante verso molte cose alle quali neanche badavo, ma che ci posso fare?
Un po' di tranquillità, un po' di riservatezza e un non rompetemi i coglioni!
Voglio fare cosplay di Jareth
{dovrebbe finire dA qUALCHE pARTE, ma rovinerebbe lo style del blog, che a pensarci bene è l'unico posto – assieme al pc – che posso considerare veramente mio, per cui dovrei impormi meno restrizioni.}
Minuti, ore
giornate intere
disteso sul letto;
un peso sul petto
impedisce di agire.
e un battere forte
quasi a scoppiare.
Amare
Amare
fino a far male
e la consapevolezza
di non poterlo evitare.